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lunedì 10 dicembre 2012

Concluso un nuovo progetto a Brentino


Mercoledì 5 dicembre, con temperature polari, le nostre guide alpine Luca Montanari e Nic Tondini hanno terminato uno dei 2 progetti sull'impressionante prua strapiomabante di Brentino.
Le due guide Xmountain avevano portato avanti i progetti lo scorso inverno, periodo ideale essendo la parete molto soleggiata. Mercoledì però era "troppo inverno", afferma Nicola. "Il sole non è riuscito a sbucare dalle nuvole e il freddo si è fatto proprio sentire".
Luca, quali sono le tue impressioni sulla via?
" La nuova via la definirei vertiginosamente bella, solo per cuori forti. Ha un'esposizione incredibile.. I gradi non sono estremi (un solo tiro supera sicuramente il 7c), ma il problema é dato dal livello psicologico...e qui la chiodatura "Tondini style" la dice lunga: un grande impegno sia per il primo che per il secondo di cordata, dati i traversi delicati con i piedi su microappoggi sul bordo dei grandi tetti!!"
Come è stato arrampicare con Nicola Tondini?
Per me è una grande soddisfazione poter imparare l'arte di chiodare dal basso con un'etica rigorosamente clean direttamente da Nicola, e poterlo fare su una parete così bella e impegnativa...".
Nonostante le difficoltà metereologiche la via che segue lo spigolo di tutta la prua è stata concluda, con difficoltà ipotizzate tra il 6b e il 7b, con un tiro sopra il 7c.
"E' un itinerario molto suggestivo, con molto molto vuoto sotto i piedi", ci confida Nicola.
Porgetti per il futuro?
"Ora tocca al superproject, al centro della prua....".
Di seguito alcune foto durante l'apertura:
 

venerdì 12 ottobre 2012

Colonne d'Ercole sul giornale!

E' con grandissimo piacere che pubblichiamo l'articolo uscito su l'Arena di Verona in merito all'impresa compiuta dalla nostra guida alpina, Nicola Tondini, insieme ad Alessandro Bau e Alessandro Beber!

Inutile aggiungere altre parole....a voi la lettura dell'articolo!


mercoledì 12 settembre 2012

Colonne D'Ercole, Punta Tissi, Civetta

Tre anni per aprirla (2009-2012). Venticinque ore effettive di arrampicata per ripeterla. Ventinove lunghezze per percorrere una parete di 1200mt di altezza.
Grado massimo il IX....obbligatorio l'VIII+.
Tutto su chiodi normali lungo i tiri e sulle soste.
Colonne d'Ercole in nome della via.

Solo i numeri, solo il nome lasciano intendere l'incredibile impresa compiuta dalla nostra guida alpina, Nicola Tondini, insieme ai compagni di cordata Alessandro Bau e Alessandro Beber.
Un'impresa realizzata sulla parete Nord-Ovest del Civetta, con cui i ragazzi hanno instaurato ormai un forte legame.






Guarda anche la notizia su Planetmountain...

martedì 5 giugno 2012

Quo vadis (Sass dla Crusc): intervista a Nicola Tondini


Tre mesi, 13 tiri di corda...Nicola Tondini e Ingo Irsara hanno compiuto così la loro impresa sulla spettacolare parete ovest del Sass dla Crusc (Dolomiti). Era l'estate del 2010. Dopo un anno, tra settembre e ottobre 2011, hanno liberato la via. Il suo nome è Quo Vadis. 


Cosa rappresenta per te Quo vadis?

Direi che rappresenta tanto, sotto molti aspetti. È la via in cui ho portato al limite tutte le mie esperienze di apertura di vie nuove.
È una via che per le difficoltà potrebbe posizionarsi tra quelle “sportive” di alta difficoltà. Con “sportive”, intendo vie con protezioni distanti che obbligano all’arrampicata libera, ma super sicure. Quo Vadis ha le alte difficoltà, ma gli manca la connotazione “sportiva”: le protezioni sono distanti e richiedono molti passi obbligatori (o riesci a passare arrampicando e si fallisce), ma sono per più del 90% tradizionali. Le protezioni (friends e chiodi) sono state posizionate utilizzando le fessure naturali delle roccia. Ci sono solo due sezioni ben protette: una di 10m sul 10° tiro e una di 7m sull’ultimo. Questo richiede, quindi, una preparazione alpinistica notevole.
È una linea superba. Quando si guarda la parete del Sass dla Crusc, lo sguardo cade sul grande tetto a 7, situato nella parte bassa delle parete, e sulle rigole nere che vanno a morire sulle numerose pance gialle della parte alta. L’alpinista, sposta poi quello sguardo alla ricerca di qualcosa di meno repulsivo. Ma quella linea gli rimane impressa in testa. Così è stato per me e Ingo. È da tantissimi anni che la vedevamo, ed è un sogno ora essere riusciti a percorrerla. 

Perché avete seguito uno stile di apertura così “severo”, come lo hai definito tu stesso?

Lo stile si deve adattare alla parete su cui ti trovi. Sul Sass dla Crusc corrono vie aperte da fortissimi alpinisti, che hanno lasciato un grosso segno. La nostra via non poteva che seguire questa tradizione. Dovevano salirla in apertura assolutamente in arrampicata libera e utilizzando il più possibile quello che offriva al roccia per proteggersi. L’utilizzo dei tasselli messi con il trapano è stato limitato al minino. Di tratti ben protetti, che si possono definire “sportivi”, non ci sono che una quindicina di metri. Inoltre volevo vedere se riuscivamo ad abbinare le alte difficoltà delle vie aperte sul Monte Cimo in Val d’adige, con le protezioni tradizionali, tipiche delle Dolomiti.

Quo vadis è la terza via che hai aperto su questa parete. Perché questo legame con il Sass dla Crusc?

È una parete che mi piace tantissimo. Lo zoccolo di 300m, che la tiene lontano dalle grandi folle, la rende ancor più selvaggia e attraente. È poi impagabile la bellezza del sole che tramonta all’orizzonte, investendo tutta la parete di rosso. Davanti non c’è niente: solo i prati e boschi della val badia. È un balcone con vista sulle Dolomiti e sulle montagne innevate a confine con l’Austria. Nelle innumerevoli giornate passate su questa parete ho potuto godere dei colori di tutte le stagioni e imprimere nei miei ricordi moltissimi panorami.

Ci sono ancora linee inesplorate che ti piacerebbe salire su questa parete?

Qualcosa sì. Ma per ora voglio dedicarmi ad altre due grandi pareti delle Dolomiti… ma so già che prima o poi tornerò ancora al Sass dla Crusc.

Con Ingo è la tua seconda esperienza nell’apertura di una via: quanto conta per te il compagno di cordata?

Il compagno di cordata è fondamentale, soprattutto quando si apre una via nuova di questa portata. Per una via così impegnativa su tutti gli aspetti, la tranquillità, l’entusiasmo e la dimestichezza di Ingo in questi luoghi sono state fondamentali. 

Qui di seguito le foto dell'apertura nel 2010:

E le foto della libera, nel 2011:

E per finire...: 

venerdì 27 aprile 2012

Tutto sull'invernale della via "Kein Rest von Sehnsucht" (Punta Tissi, Civetta)

E' passato un mese....era il primo mercoledì di marzo, quando tre alpinisti si misero in marcia verso la Civetta...ancora ignari dell'impresa che stavano per compiere.
Ecco cronaca e riflessioni sulla difficile via "Kein Rest von Sehnsucht" sulla Nord-Ovest di Punta Tissi, Civetta (Dolomiti).

Di seguito alcune foto e il video della salita...



L'intervista completa ai protagonisti dell'invernale, Nicola Tondini, Alessandro Baù ed Enrico Geremia, è su Planetmountain.

venerdì 20 aprile 2012

ALCUNE LEZIONI DI....


Ci stavamo dimenticando ... alcune lezioni di risalita su una corda statica...
E se non vi basta...volete anche la lezione di trapanamento???

Per oggi è sufficiente. Grazie Nic e Tom!

giovedì 29 marzo 2012

Le nuove di Nic & Nic

Le nostre guide sono proprio infaticabili! Vi ricordate il video "Desperado"....?




ecco....la via è finalmente terminata!! Bravi Nic&Nic ... ora aspettiamo la ripetizione!!

E ora dove andranno?!

Non è finita l'avventura di Nicola e Luca sulla parete di Brentino....

Sono arrivati al 4° tiro, navigando in un immenso strapiombo...ma ora si procede a rilento!


 Tenete duro ragazzi!!